Perchè Lumière

È una questione di luce.
Come dicevo nell’introduzione Lumière è lo spazio dove provo a mettere insieme la mia idea di fotografia condita dalla passione per il cinema. L’origine di queste due forme d’arte è appunto la luce, da quella che passa attraverso l’obiettivo fino ad arrivare alla luce che ci troviamo negli occhi alla fine di un bel film.

Il Lumière, che si trova a Termoli, è il primo cinema/teatro in cui sono stato (dopo molti anni di inattività legata alla ristrutturazione, oggi purtroppo del Lumière rimane solo il teatro). Lì ho avuto il mio primo incontro con la settima arte e con il teatro. Sono molto affezionato al ricordo delle prime esperienze fatte con i miei amici, quando ci si trovava seduti su quelle poltrone rosse in attesa che le luci si spegnessero e che lo spettacolo avesse inizio.

Lumière è anche la nostalgia per quella luce che attraversa il rullino di una vecchia macchina fotografica, l’attesa per lo sviluppo delle foto del compleanno o della gita e il rito di sfogliare l’album con quelle immagini cosi piene di emozioni.

Lumière

Lumière sono le vecchie foto di mio zio, fatte con una Zenit comprata al mercato di Porta Portese. Probabilmente è grazie a lui che ho imparato ad apprezzare la fotografia. La passione per il cinema invece l’ho presa senza dubbio da mio padre.

In questo momento, due esempi di luce mi vengono subito in mente: da una parte Barry Lyndon, dall’altra Star Wars. Il film di Kubrick è il più grande esempio di come sfruttare la luce in tutta la sua naturalezza, dato che le riprese vennero fatte solo con la luce naturale o, al massimo con delle candele e delle lampade a olio per le scene notturne (per le riprese venne utilizzato l’obiettivo Zeiss Planar 50mm f/0.7’. Dei 10 obiettivi realizzati, ben 3 vennero acquistati da Kubrick). L’opera di Lucas, invece, rappresenta la massima espressione della luce nel mondo fantasy, con lo scontro tra lato chiaro e lato oscuro, Jedi contro Sith, luce contro ombra.

Per il nostro matrimonio abbiamo cercato di rivivere tutto questo, o almeno una parte, mettendo a disposizione dei nostri invitati delle macchinette usa e getta per farci raccontare il loro punto di vista. Tenere in mano i negativi con impressi quei momenti mi ha portato alla mente l’importanza della luce. Partendo da quella che emanava Flavia con il suo stupendo abito fino ad arrivare a quella degli amici che ci hanno accompagnato fino a tarda notte con canti e risate.

Lumière è una nuova idea, un nuovo progetto, una nuova avventura.
È un luogo fatto di vecchi ricordi e nuove scoperte, della luce che si riaccende in sala alla fine del film che hai appena visto e della carta su cui finalmente hai deciso di stampare quelle foto rimaste in attesa per troppo tempo.

Ciao

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