Abito da sposa: un sogno haute couture

Lo scorso weekend ho vissuto un sabato (15 settembre 2018) troppo emozionante: Erica, mia cognata, ha scelto il suo abito da sposa!!!
Ovviamente nessun dettaglio / indizio uscirà MAI da questo post; dico solo che è proprio il “suo” e che era bellissima nella sua sorprendente emozione.
Scegliere l’abito da sposa è arduo per una futura moglie: modelli, tessuti, stili diversi danno vita a sogni che è difficile esprimere in Atelier.
Se davvero ti è capitato di sognarlo, sarà però difficile ricordare tutti i dettagli una volta sveglia.
Allora inizi a cercare: Instagram, Pinterest, siti web di atelier e brand.
Poi finalmente vai a provare in atelier (1, 2, 3, 100.000?), magari facendoti accompagnare dalla tua Bridal Crew e, dopo 1000 abiti provati, trovi lui, L’ABITO, e le farfalle nello stomaco rendono reale tutto quello che poco prima era immaginazione.

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Surprise, satisfaction & joy in a shot ❤️ We love you @erjkaterry

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È l’abito che sceglie la sposa, non il contrario.
Sulla nostra esperienza posso dire che è realmente così ed è fantastico.

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Il budget per il tuo abito da sposa può vincolare la tua scelta?

Nella mia personale e romantica visione del matrimonio, la risposta è no.
Oggi (quasi) tutto è possibile: spendere pochissimo, spendere tantissimo, spendere il giusto, noleggiare, comprare un abito di seconda mano (disapprovo e sottoscrivo, io!!!). Ce n’è davvero per tutti i gusti.
Da bambina prima e da ragazzina poi, ovviamente io sognavo un abito da sogno haute couture (chi aveva idea che l’abito avesse un prezzo?).
D’altronde, crescendo a pane e libri / film matrimonio-centrici, non poteva essere altrimenti.

Non si stringe un Vera Wang, sei tu che ti restringi per entrarci.

Vera Wang, abiti moderni e tremendamente chic.
Elie Saab, abiti romantici e con un fascino senza tempo.
Zuhair Murad, abiti sofisticati e vistosamente disinvolti.
La lista continua e l’immaginazione cavalca.
Tornando con i piedi per terra, ecco 3 abiti da sposa haute couture (alcuni visti di recente) e di cui ritengo valga la pena parlare.

Chiara Ferragni, sposa in Dior

abito da sposa chiara ferragni
L’abito disegnato da Maria Grazia Chiuri e realizzato da Dior per la protagonista del royal wedding italiano (come è stato definito dalla stampa) non mi ha subito lasciata a bocca aperta. L’ho apprezzato dopo.
Ero a Nizza per festeggiare il weekend del nostro primo anniversario di matrimonio (2 settembre 2017) e prima di uscire per cena ho seguito il matrimonio tramite Instagram stories, in cerca dell’abito (ero troppo curiosa).
Poi la sposa è arrivata al braccio del padre, emozionatissima nel suo Dior e la prima cosa che ho pensato è stata “Pensavo osasse di più”.
Manica lunga (il primo settembre in Sicilia!), nessuna scollatura nè davanti nè dietro ma uno spacco esagerato (solo dopo ho capito che fosse una tuta crochet). Poi guardandone i vari dettagli e vedendo scatti qua e là della sua grazia, femminilità e tenerezza, ho iniziato ad apprezzarlo.

L’abito da sposa si ispira alla tradizione italiana […]: per realizzarlo ci sono volute più di 1600 ore di lavoro e 400 metri di tessuto. “Abbiamo creato una tuta crochet che ricorda il lavoro artigianale tipico dell’Italia e della Francia meridionale,  fortemente legato alla tradizione femminile”, afferma la stilista di Dior.
Fonte: Vogue Italia

La cura e la scelta di dettagli unici lo rende una vera opera d’arte degna del MoMA. Guardate qui.

Meghan Markle, sposa in Givenchy

abito da sposa megan markle
Ho atteso di vedere quest’abito da sposa seduta comodamente sul divano di caso in un caldo sabato milanese di giugno. Ne avevo parlato qui ma non avevo detto la mia sull’abito.
La sposa è entrata nella St. George’s Chapel con un’estrema eleganza e grazia, evidentemente commossa dal momento, in un abito semplicissimo ed essenziale. L’abito da sposa per tradizione è bianco e l’unico aggettivo che mi veniva in mente guardandolo era appunto “bianco”.
Semplice, fine, bianco firmato Givenchy.
L’appariscente semplicità di quell’abito ha permesso di mettere in risalto dei dettagli stupendi: il pizzo del velo, la tiara della sposa, gli occhi pieni d’amore e di emozione della sposa.
In questo caso, oserei direi che la semplicità dell’abito ha messo in evidenza l’aspetto più importante del matrimonio, esaltando la sposa per le sue emozioni e non per il suo corpo.
Trovate una bellissima descrizione su Vanity Fair.

Carrie Bradshaw, sposa in Vivienne Westwood

abito da sposa vivienne westwood

A dispetto della semplicità, ora è il turno dell’iconica Sarah Jessica Parker, che nel film Sex and the city diventa una spumeggiante sposa in Vivienne Westwood (abbandonata da Mr Big, non di certo per colpa dell’abito).
Dallo scollo alla gonna, tutto nell’abito sembra voler dire “Io sono Carrie Bradshaw e posso indossare quello che voglio”.
E vogliamo parlare della piuma che tiene su il velo riempiendo di orgoglio lo sguardo fiero della sposa?
Si tratta sicuramente di un abito deciso, quasi arrogante, austero.

Il Cloud Dress – questo il suo nome ufficiale – è indubbiamente uno degli abiti da sposa più famosi della storia del cinema, […]. Il corsetto è realizzato in seta duchesse avorio con riflessi dorati, mentre per la gonna vengono utilizzati metri e metri di taffetà Radzimir in seta avorio, creando una silhouette dai volumi quasi esagerati, attraverso una serie di importanti onde. Fonte: Vanity Fair

Non ci sono dubbi: un abito del genere o lo ami o lo odi.
Per tutta la storia che nel film ha portato Carrie a scegliere quell’abito, io lo amo (anche se io per il mio matrimonio non l’avrei mai scelto!).

E dunque…

L’abito da sposa esprime la personalità della donna che lo indossa. Per questo motivo credo che, indipendentemente dal gusto soggettivo che ci porta ad amare o meno alcune scelte in termini di abito da sposa ed indipendentemente dalla firma dell’abito, ogni abito appartiene a chi lo indossa e di conseguenza è bellissimo.

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